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Palazzo Benso di Cavour

Il palazzo fu realizzato da Gian Giacomo Plantery nel 1729 su committenza di MIchele Antonio Benso di Cavour. L'edificio fu la dimora dello statista Camillo Cavour.
Esso si sviluppa intorno al cortile d'onore e a quello rustico (con scuderie e accesso da via Lagrange), secondo una scenografica sequenza di spazi collegati al'atrio, suddiviso in due ambienti con volte a vele lunettate e decorate da stucchi.
Lo scalone, in aderenza alla facciata è arricchito da una volta dipinta nel XIX secolo. Nel piano nobile, in corrispondenza con l'atrio, si trovano due saloni: il maggiore, verso la strada, ha la volta decorata da stucchi neobarocchi. Le sale all'angolo fra via Cavour e Lagrange, caratterizzate da rivestimenti lignei intagliati e dorati, furono decorate su progetto di Benedetto Alfieri tra il 1757 e il 1758. Nel 1754 il palazzo fu ampliato con la costruzione della nuova manica per appartamenti d'affitto su via Cavour, progettata da Giuseppe Bovis.

 

Continuerò a sostenere le opinioni liberali con lo stesso calore, senza sperare, nè quasi desiderare di farmi un nome. Le sosterrò per amore della verità e per simpatia per l'umanità.

Camillo Benso conte di Cavour


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VISITE ANNUALI
Media di visitatori che ogni anno entra a Palazzo Cavour

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SHIT & DIE
Visitatori alla due giorni di Cattelan e le sue 144 provocazioni

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Artissima
Superato il tetto dello scorso anno nelle 4 giornate di apertura
SHIT AND DIE - Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah, Marta Papini

A partire dall'esperienza dello scorso anno che aveva proposto un progetto di "museo diffuso" in città, con 5 mostre e il coinvolgimento di istituzioni d'eccellenza del contemporaneo, nel 2014 la rassegna One Torino si reinventa, proponendo un solo progetto inedito nella suggestiva cornice di Palazzo Cavour: una mostra in grado di cogliere in modo sperimentale anche il ruolo culturale, e non solo commerciale, di una fiera come Artissima. La mostra, infatti, è il risultato di un percorso di cui Torino è la principale fonte di ispirazione: un progetto pensato appositamente dai tre curatori per quella che fu la residenza del Conte Cavour e radicato nel patrimonio culturale, storico e artistico della città, ma anche nella sua contemporaneità e nel suo immaginario collettivo.

REPERTORY di G. Carrion-Murayari, New Museum, New York

Repertory è una grande mostra collettiva che riunisce 15 importanti artisti internazionali ponendoli in relazione con la straordinaria architettura barocca di Palazzo Cavour, storico palazzo nel centro di Torino. La mostra, a cura di Gary Carrion-Murayari, deve il suo titolo al famoso film Repertory di Ian Breakwell del 1973. Le sue inquadrature semplici e i cauti movimenti di camera condividono il linguaggio del film strutturalista, ma la sua sceneggiatura suggerisce un'intenzione descrittiva estesa, nella quale la relazione tra gli oggetti e il loro potenziale performativo è messo in evidenza e trasformato. Il progetto espositivo si divide tra scultura, pittura, fotografia, film e installazioni di artisti storici, quali Ericka Beckmann, Heidi Bucher, David Haxton, Andreas Schulze e di artisti più giovani come Steven Claydon, Isabelle Cornaro, Elad Lassry, Christian Mayer, Arthur Ou, Karthik Pandian, Carmelle Safdie, Erin Shirreff, Sue Tompkins, Andra Ursuta e Andro Wekua. Con approcci formali diversissimi, tutti gli artisti in mostra condividono un interesse a catturare "ciò che rimane" del corpo fisico, dello spazio architettonico, degli oggetti personali, e a tradurre attraverso le tecniche più disparate le loro storie sociali e personali - storie che apriranno un dialogo unico e inaspettato con Palazzo Cavour e con la struttura, la decorazione e la storia politica e culturale di cui il palazzo è impregnato. Le opere in mostra incarnano il diverso potenziale degli oggetti e delle superfici che il film di Breakwell descrive. In questo modo, essi esistono come il loro proprio repertorio - una sequenza di proposizioni disposte in maniera lineare attraverso un unico spazio architettonico. Il potenziale è quello delle opere d'arte di assorbire una varietà di storie, ricordi, e idee sulla propria superficie, senza riguardo al fatto che prendano la forma di sculture, dipinti o fotografie. Con il suo stile essenziale e la sua rigida struttura dominante, Repertory rappresenta molto bene il nostro tempo. E come Breakwell, tutti gli artisti di questa mostra mettono in movimento una serie di azioni nelle quali gli oggetti agiscono e interagiscono, e producono nuovi significati.

Artissima & One Torino

Ha chiuso domenica 9 novembre la ventunesima edizione di Artissima, Fiera internazionale d'arte contemporanea a Torino. Nelle quattro giornate di apertura della manifestazione (di cui una riservata agli addetti ai lavori e tre aperte al pubblico) Artissima ha superato il tetto dei 50.000 visitatori raggiunto lo scorso anno. Questa edizione registra inoltre un altro importante dato, l'incremento del numero di ingressi a pagamento che supera del 10% il risultato della precedente edizione.
Anche il numero di collezionisti presenti in città si è ulteriormente ampliato rispetto alla passata edizione (circa il 30% in più), con una importante presenza del collezionismo italiano e di collezionisti o responsabili acquisizioni provenienti da tutto il mondo, con numerose presenze dal Sud America, Stati Uniti e Asia. Tra le novità che hanno contraddistinto questa ventunesima edizione di Artissima, la nuova spettacolare sezione Per4m, interamente dedicata alla performance, che si è aggiunta alle tradizionali quattro della Fiera (Main Section, New Entries, Back to the Future e Present Future) Il progetto culturale che sempre accompagna in rapporto dialogico il padiglione fieristico ha visto quest'anno la seconda edizione di One Torino, con la presentazione della mostra SHIT AND DIE, progetto espositivo inedito interamente prodotto da Artissima e organizzato da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini, nello storico Palazzo Cavour. La mostra è il frutto di un percorso di cui Torino è la principale fonte di ispirazione ma che approda a una riflessione universale sulla vita e le ambiguità della condizione umana.

  • LA TARGA AL PALAZZO
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    La targa esterna all'edificio che ricorda il luogo della nascita e della morte di Cavour.
  • L'OROLOGIO DEL PALAZZO
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    Tra via Cavour e via Lagrange sembra essere ignorato dalla storia.